THE INVISIBLES
Manuale di sopravvivenza di fine millennio

di Exquisite Dave 

1. Rivoluzione Invisibile

Non si sa esattamente come gli editor DC/Vertigo abbiano accolto il primo numero di The Invisibles, nell’ormai lontano settembre 1994.

In quel solo albo, un adolescente inquieto della periferia di Liverpool di nome Dane McGowan (cognome preso in prestito dall’alcolico cantante degli irlandesi Pogues) pronunciava la parola "fuck" un numero imbarazzante di volte, dava fuoco alla propria scuola, rubava un’automobile, ammazzava di botte un proprio insegnante e in un viaggio allucinogeno, causato da un mix esplosivo di droghe psicotrope e religioni orientali, veniva evocato lo spirito psichedelico di John Lennon come nuova divinità per gli anni a venire.

L’autore scozzese Grant Morrison, avviato alla celebrità dalla controversa graphic novel Arkham Asylum –disegnata da Dave McKean- e da un’acclamata gestione di Animal Man, così presentava la propria serie nella pagina della posta dei lettori:

Distruggete questo fumetto!
Questo è il mio consiglio. Quando avete finito di leggere THE INVISIBLES #1, strappatelo, bruciatelo, datelo da mangiare alle vostre lucertole, chiudetelo nel baule di una macchina rubata e buttatela giù da un ponte. Vi sentirete bene, credetemi.

È solo un fumetto, in fondo. Volete davvero che queste cose vi occupino la vita? Davvero avete bisogno di essere incatenati ad un'enorme montagna di carta morta? Avrete un albo nuovo mese per mese, comunque, ed è possibile che i ricordi di questo fumetto si rivelino molto meglio della realtà. Coraggio, fatelo. E dopo averlo fatto, distruggete anche gli altri fumetti.

A morte gli speculatori!

THE INVISIBLES è ciò a cui mi dedicherò per il futuro, e credo di avere trovato finalmente un concetto talmente vasto ed aperto da contenere tutte le idee che io abbia mai avuto, e che avrei altrimenti dovuto spargere qua e là in una successione di one-shots e speciali. Nonostante ci sia un gruppo principale di personaggi, chiunque può appartenere agli Invisibleso alla fazione opposta, concedendomi la possibilità di raccontare storie spaziando fra spazio e tempo, storie che alla fine si riuniranno e si riveleranno come un unico, più grande, brillante arazzo olografico.
In generale le storie più lunghe si incentreranno sulle attività dei nostri cinque protagonisti, mentre numeri singoli esploreranno le vite di gente ordinaria e straordinaria, calata in una tela di cospirazioni che si estende dai vicoli della vostra città fino all'oscuro pianeta blu-verde intorno ad Alpha Centauri e oltre, ben oltre l'orizzonte della supersfera spazio/temporale stessa.

Questo è il fumetto che ho desiderato scrivere per tutta una vita-- un fumetto che parla di ogni cosa: azione, filosofia, paranoia, sesso, magia, storia, viaggi, droghe, religione, ufo... potete fare voi la lista. E quando si sarà concluso, più avanti, prometto che vi rivelerò chi è che governa il mondo, perchè le nostre vite sono così ed esattamente che cosa succede dopo la morte. Nel frattempo, mandatemi i vostri commenti, sogni, ricette, lettere d'amore, minatorie, quello che volete...

Già il nome della fazione degli Invisibili si presta ad un grande numero di interpretazioni e di chiavi di lettura (come tutta l’opera, del resto). Se The Invisible Landscape è il titolo di uno splendido libro di Terence McKenna, trattato che rimescola in modo più che affascinante magia, psicologia, storia e fisica nucleare ed è un vero e proprio punto di riferimento per Grant Morrison, sappiamo anche che Invisibles è il titolo di un libro sugli dei del voodoo, scritto nel secolo scorso da un misterioso personaggio di nome Frances Huxley, omonimo di un altro Huxley, Aldous, autore di capolavori psichedelici quali Le Porte della Percezione e l’Isola. Pare anche che i Rosacroce usassero chiamare "invisibili" i propri confratelli. La setta esoterica dei Rosacroce apparve in Germania all'inizio del XVII secolo. Le sue origini risalirebbero ad un misterioso cavaliere tedesco Rosencreutz, sulla cui storicità si nutrono molti dubbi. La setta rimase totalmente segreta (e con un numero ristrettissimo di adepti, pare non più di 8) fino al 1614, quando uscì per la prima volta a Kassel il manifesto Fama Fraternitati, seguito dal Confessio Fraternitatis del 1615. In seguito comparvero sui muri di Parigi dei manifesti nei quali i Rosacroce affermavano di avere "dimora visibile e invisibile nella città.

Ma la dichiarazione di intenti di Morrison inserisce questi indizi in un contesto forse più semplice, quello, più logico, dell’intento di nascondersi agli occhi del nemico, riassunto nella rielaborazione di una frase di Orwelliana memoria: "Big Brother is watching you… learn to become Invisible"

Il Grande Fratello ti osserva… impara a diventare Invisibile.

[Grant:]

Quando sei un adolescente, te ne vai per questi lunghi viali... praticamente, decolli e vaghi senza meta per la città, e ti crei un particolare tipo di collegamenti mitologici nella mente.

L'ho fatto parecchie volte, come penso molta gente, ma i Situazionisti (uno sparuto gruppo di intellettuali e artisti radicali degli anni '60) lo identificarono come un atto rivoluzionario, ed è da questo che scaturiscono gli Invisibles : l'idea che tu possa creare una "Zona Temporaneamente Autonoma" imprimendo la tua immaginazione sul mondo per riuscire a creartene un altro. Te ne vai per la città e se vuoi vederla, come dice Raoul Vaneigem in "La rivoluzione nella vita quotidiana", il mio libro situazionista preferito, come qualche "favolosa città di sogno", devi soltanto trovare il modo di guardarla.

[/Grant]

Il concetto di "Zona Temporaneamente Autonoma", o TAZ, è stato ideato dall’autore situazionista Hakim Bey, nel suo libro "TAZ". Per Morrison, questo atto di immaginazione è intensamente politico.

[Grant:]

Credo davvero che il "processo politico" non funzioni e porti sempre alla stessa conclusione, che è la montagna di teste dell'Illuminazione, che abbiamo esplorato nella prima serie di "Invisibles". Credo che non ci sia molto nel mondo che io possa effettivamente cambiare, a parte quello che succede entro i confini della mia pelle (cosa che faccio) attraverso ogni cosa, seguendo processi magici o terapie oscure come quella di Wilhelm Reich.

[/Grant]

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