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LA VERA STORIA DEI PROTOCOLLI IN UN FUMETTO
di
Sheovan
Il testamento spirituale del grande cartoonist Will Eisner è un saggio a fumetti su uno dei libri più nefasti del Novecento
E
probabilmente la lettura preferita di Mahmoud Ahmadinejad, il
presidente dellIran che nega la Shoah e la cui massima aspirazione è la
distruzione dello stato dIsraele.
Si tratta de I Protocolli dei Savi Anziani di Sion, libro nel
quale gli ebrei, in una riunione segreta, complottano per la
conquista del mondo. Uscito in Russia nel 1905 è un autentico
long seller : se ne sono vendute milioni di copie ed è ancora
adesso molto letto, specie nei paesi arabi e in Asia e, in generale,
ovunque si faccia propaganda antiebraica. E naturalmente un
falso evidente, concepito allinterno della polizia segreta
zarista, ma per anni è stato creduto vero e si è
rivelato una formidabile arma per aizzare lantisemitismo.
Alcuni suoi lettori appassionati sono disposti ad ammettere che è
un falso, ma, secondo loro, un falso attendibile, visto
che la sua raffigurazione degli ebrei (visti come dediti al dominio
mondiale) sarebbe veritiera.
Il grande cartoonist americano di origine ebraica scomparso lo scorso
anno Will Eisner racconta lorigine del nefasto testo nel suo
ultimo libro a fumetti (graphic novel, come lui li
definiva), Il complotto. La storia segreta dei Protocolli dei Savi
di Sion.
Lintroduzione
(anche nelledizione statunitense) è di Umberto Eco, da
sempre appassionato di fumetti, che ricorda come il piano ebraico per
la conquista del pianeta ricalchi pari pari quello (altrettanto
falso) dei gesuiti nei romanzi di Eugène Sue e, in effetti,
solo nei romanzi dappendice o nei vecchi fumetti i cattivi
enunciano in maniera così scoperta i loro malvagi disegni.
Il
libro non è del tutto riuscito, del resto era la prima volta
che lautore newyorkese si cimentava con un saggio a
fumetti. Funziona molto bene la prima parte, ambientata nella Francia
di Napoleone III e poi nella Russia zarista, mentre la seconda
(dedicata al successo dei Protocolli) è troppo
frammentaria e meno efficace. Ma sono di notevole impatto le ultime
pagine: siamo nel 2002, uno studioso dice che un gran numero di
canali televisivi arabi ha trasmesso la serie Il cavaliere senza
cavallo ispirata ai Protocolli. Lo studioso però si
rallegra del fatto che il governo russo abbia nominato una
commissione di esperti che ha certificato la falsità dei
Protocolli. Per lui, nessuno potrà più credere
al libro. E, invece, nella pagina seguente vediamo una sinagoga che
brucia e nellultima pagina la scritta 2004: I
Protocolli di Sion continuano a essere venduti nelle
librerie di tutto il mondo.
Eisner
(1917-2005) aveva sempre scritto storie di ebrei: lo stesso Spirit,
il suo personaggio più noto (pubblicato dal 1941 al 1952)
malgrado il nome anglosassone (Denny Colt) era, come ha scritto il
celebre collega e collaboratore di Eisner Jules Feiffer, un
ebreo con un nome da gentile.
Le sue graphic novel erano spesso legate al milieu e alla
cultura ebraica, a partire dalla prima, Contratto con Dio, del
1978.
Anche se ultraottantenne, Eisner era ancora un autore attivissimo: il progetto
successivo a Il complotto sarebbe stata la versione a fumetti
di Se questo è un uomo di Primo Levi, poi avrebbe
trattato direttamente la Shoah. Purtroppo non lo leggeremo mai: speriamo almeno che molti leggano Il
complotto e non si lascino così irretire dalla propaganda
antiebraica.
Ma i recenti sviluppi politici (come la vittoria di Hamas in
Palestina) sembrano confermare il suo pessimismo.
Will Eisner Il complotto. La storia segreta dei Protocolli
dei Savi di Sion
Einaudi (Stile Libero Extra) Brossurato, bianco e nero, 136 pagine, Euro 15

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