 |
EPISODE ONE
di
Maurizio Villotta
"Scusate,
ma ora devo proprio scappare…"
[commiato di Rinaldo Traini a una riunione del Sindacato Fumettisti]
Prima
di passare alle cose serie (ehm...), mi sembra doveroso spiegare
l'argomento di questa rubrica. Il punto da cui parte è questo:
il mondo del fumetto è pieno di gente proprio strana.
Partendo dagli editori, fino ad arrivare
al singolo lettore, possiamo trovare un vasto repertorio di stranezze,
stupidaggini, follie (e qui mi fermo prima di arrivare a termini
troppo forti...).
Questa rubrica vorrebbe essere un piccolo campionario di queste
perle, basata fondamentalmente sulle parole dei protagonisti, con
poche aggiunte strategiche giusto per chiarire i passaggi più
oscuri.
Cominciamo quindi con un autore che, ne sono convinto, comparirà
spesso da queste parti. L'intervista che segue è stata raccolta
dai redattori della e-zine uBC, che ringraziamo per averci dato
l'opportunità di leggere le illuminanti considerazioni di
Antonio Serra sul suo ultimo personaggio Gregory Hunter, che ha
esordito nella primavera del 2001. Purtroppo, Serra in alcuni punti
non è stato molto chiaro, per cui ho ritenuto opportuno,
per una maggiore comprensione del suo pensiero, esporre alcune sue
frasi in maniera più compiuta.
Trovate lo "squeezing", ciò
che si ottiene strizzando al massimo il cervello dell'intervistato,
subito sotto le battute originali.
DOMANDA: Come nasce Gregory Hunter?
SERRA: Quando Bonelli mi ha chiesto di creare un nuovo personaggio,
siccome io non so fare altro che fantascienza - in realtà
io vorrei fare fumetti di supereroi ma nel nostro paese non posso
farli - non potevo non creare un personaggio di fantascienza.
SQUEEZING: Quando Bonelli mi ha chiesto
di creare un nuovo personaggio, siccome io non so fare altro che
copiare dalla fantascienza - in realtà io vorrei copiare
un po' anche dai supereroi, ma quando lo faccio se ne accorgono
subito - non potevo che copiare un personaggio di fantascienza.
SERRA: In realtà si tratta di un personaggio che ho
immaginato alla tenera età di 17 anni, ovvero ai tempi del
primo "Guerre Stellari", e quindi si trattava di una space
opera avventurosa piena di astronavi e alieni e io ho disegnato,
e perfino pubblicato in riviste sarde, alcune storie di quello che
allora si chiamava Gregory Hammer, in onore della Hammer Film che
ha prodotto celebri film horror e fantastici degli anni sessanta.
Quindi ho tirato fuori dal cassetto tutto quel materiale, immaginando
che andasse rielaborato perché sono passati quindici anni.
Che cosa avrò scritto a 17 anni? Sciocchezze! E invece no,
a 17 anni sei molto più fresco, molto più lucido,
molto più intelligente. Avevo scritto una cosa che mi diverte
molto più di qualunque altra cosa scritta successivamente,
per cui ho pescato a piene mani dal vecchio Hammer e le storie,
che erano di 30 pagine, sono diventate di 500-600 pagine.
SQUEEZING: Quindi ho tirato fuori dal cassetto
tutto quel materiale, immaginando che andasse rielaborato perché
sono passati quindici anni. Che cosa avrò scritto a 17 anni?
Sciocchezze! E invece no, evidentemente a 17 anni ero molto più
fresco, molto più lucido, molto più intelligente di
quanto sia ora. Avevo scritto una cosa che mi diverte molto più
di qualunque altra cosa scritta successivamente, per cui non ho
dovuto fare neanche troppa fatica. L'unica cosa che ho dovuto fare
è stato allungare un po' il brodo - ma, almeno in questo,
ora sono molto più bravo - così le vecchie storie,
che erano di 30 pagine, sono diventate di 500-600 pagine.
DOMANDA: Le storie non si concluderanno all'interno di un albo?
SERRA: Gli albi saranno di 94 tavole come quasi tutti gli
albi Bonelli, ma (probabilmente farà scandalo) le storie
non finiscono a pagina 98. Lì c'è scritto "continua"
e poi nell'albo successivo c'è ancora scritto "continua"
e così in tutti gli albi... Perché così era
e così deve essere per l'eternità. "I fumetti"!
Ci siamo scordati che cosa sono, ma ora ritornano.
SQUEEZING: Gli albi saranno di 94 tavole
come quasi tutti gli albi Bonelli, ma (probabilmente farà
scandalo) le storie non finiscono a pagina 98. Lì c'è
scritto "continua" e poi nell'albo successivo c'è
ancora scritto "continua" e così in tutti gli albi...
Perché in questo modo è molto più facile che
cercare di inventare un finale logico ogni volta. "I fumetti"!
Ci siamo scordati che cosa sono: roba per bambini! Perché
pensare che chi li legge abbia anche un cervello?
SERRA: L'avventura è continua, anche se gli "episodi"
saranno composti di due (minimo), tre albi (in media), con punte
massime non definite. Infatti sto scrivendo due storie che non ho
idea quando e come potranno finire. Francesco Rizzato, che è
il disegnatore di una di queste storie, arrivato a tavola 175 (tre
albi tradizionali) mi ha telefonato e mi ha detto: "Antonio
io mi sto divertendo molto, è piena di personaggi, situazioni
avventurose, è bellissima ma... Quando comincia la storia?".
SQUEEZING: L'avventura è continua,
anche se gli "episodi" saranno composti di due (minimo),
tre albi (in media), con punte massime non definite. Infatti sto
scrivendo due storie che non ho idea quando e come potranno finire.
Persino Francesco Rizzato, che è il disegnatore di una di
queste storie, se n'è accorto, e arrivato a tavola 175 mi
ha telefonato e mi ha detto: "Antonio, va bene tutto, ma in
175 pagine non è successo ancora niente... Quando comincia
la storia?".
DOMANDA: Chi sono i protagonisti di Gregory Hunter e gli elementi
delle storie?
SERRA: Il titolo della prima storia probabilmente sarà
"Il ranger dello spazio" e nella prima tavola vedremo
subito il Monaco Errante, il narratore che fa i riassunti (a fumetti)
e introduce ogni capitolo di Gregory Hunter (un po' come l'Osservatore
ai tempi dei Fantastici Quattro). Non diciamo altro del Monaco Errante,
perché tutto quello che lo riguarda è una sorpresa
che racconteremo se mai ci riusciremo.
SQUEEZING: Il titolo della prima storia
probabilmente sarà "Il ranger dello spazio" (insomma,
lasciatemi copiare un po' anche Tex!) e nella prima tavola vedremo
subito il Monaco Errante, il narratore che fa i riassunti (a fumetti)
e introduce ogni capitolo di Gregory Hunter (un po' come l'Osservatore
ai tempi dei Fantastici Quattro: alla fine i supereroi sono riuscito
a metterceli dentro lo stesso). Non diciamo altro del Monaco Errante,
perché tutto quello che lo riguarda è puro pretesto
che racconteremo se mai riusciremo a capirci qualcosa anche noi.
[…]
SERRA: A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: ma come,
Serra che ha messo donne dappertutto, qui non ha inserito un personaggio
femminile? La statuaria protagonista femminile della serie si chiama
Sandra (si chiamava così anche 17 anni fa, ma come personaggio
era quello che aveva bisogno dei maggiori aggiornamenti; la figura
originale di Sandra appare nel secondo episodio come Kora). Sandra
è una aarkoniana (nelle avventure scritte abbiamo già
creato centinaia di razze aliene diverse), ha gli occhi da tigre,
è molto cattiva e ha un passato tristissimo, visto che è
l'ultima della sua razza, vissuta milioni di anni fa, quando c'era
un impero scomparso misteriosamente. I lettori sapranno subito cosa
si nasconde dietro al suo passato, mentre Sandra lo scoprirà
chissà quando. Questo perché dall'esperienza di Nathan
Never abbiamo appreso che qualunque cosa non chiarita subito (e
fino in fondo) produce incomprensione, fastidio, attesa, irritazione.
Nei primi 5 numeri, dunque, verrà spiegato tutto pedissequamente.
SQUEEZING: A questo punto qualcuno potrebbe
chiedersi: ma come, Serra, che ha messo donne nude dappertutto,
qui non ha inserito un personaggio femminile che possa mostrare
ogni tanto un po' di tette? La statuaria protagonista femminile
della serie si chiama Sandra (si chiamava così anche 17 anni
fa, ma come personaggio era troppo assurdamente antiquato per poter
reggere anche oggi; la figura originale di Sandra viene comunque
riciclata nel secondo episodio come Kora). Sandra è una aarkoniana
(nelle avventure scritte abbiamo già creato centinaia di
razze aliene diverse, e in fondo che ci vuole, i nomi li genero
automaticamente con un computer...), ha gli occhi da tigre, è
molto cattiva e ha un passato tristissimo, visto che è l'ultima
della sua razza, vissuta milioni di anni fa, quando c'era un impero
scomparso misteriosamente. I lettori sapranno subito cosa si nasconde
dietro al suo passato, mentre Sandra lo scoprirà chissà
quando. Questo perché dall'esperienza di Nathan Never abbiamo
appreso che buona parte dei nostri lettori sono dei cerebrolesi
e qualunque cosa non chiarita subito (e fino in fondo) produce
incomprensione, fastidio, attesa, irritazione. Nei primi 5 numeri,
dunque, verrà spiegato tutto pedissequamente.
[…]
SERRA: L'astronave di Gregory si chiama Jolly Roger, come
la bandiera dei pirati (Gregory nella sua vita è stato anche
un pirata, ma in realtà ha fatto di tutto. Così è
più comodo: è in grado di fare di tutto!).
SQUEEZING: L'astronave di Gregory si chiama
Jolly Roger, come la bandiera dei pirati (Gregory nella sua vita
è stato anche un pirata, ma in realtà ha fatto di
tutto. Così è più comodo: posso fargli fare
qualsiasi cosa, giustificandola con una sua precedente occupazione!).
[…]
SERRA (parlando della vignetta di una storia): Prendiamo
un'altra didascalia: "L'astronave accelera spaventosamente
ma la potente spinta non si fa sentire all'interno, dove Gregory
Hunter si muove tranquillamente (...)". Ecco, questo è
un esempio di un altro elemento importante: non ce ne frega niente
della gravità, della fisica, non ci interessa ad esempio
se nello spazio non si sentono i suoni. Quello che conta in Gregory
Hunter è l'avventura non il "realismo" delle storie.
Anche qui siamo finalmente liberi. Li-be-ri! In Gregory abbiamo
messo un sacco di ironia e un sacco di fantasia: abbiamo dovuto
dare fondo anche a riserve della nostra immaginazione infantile
che non erano mai state utilizzate, perché il "realismo
brutto" del mondo, di cui siamo prigionieri, ci impediva di
usare, in Nathan e Legs, idee che sono bellissime ma che non si
potevano usare senza spiegare "il perché". Attenzione:
questo non vuol dire che le storie di Gregory siano prive di senso
o che non abbiano una loro coerenza interna. Le spiegazioni, però,
possono essere fantastiche.
SQUEEZING: Prendiamo un'altra didascalia:
"L'astronave accelera spaventosamente ma la potente spinta
non si fa sentire all'interno, dove Gregory Hunter si muove tranquillamente
(...)". Ecco, questo è un esempio di un altro elemento
importante: non ce ne frega niente della gravità, della fisica,
non ci interessa ad esempio se nello spazio non si sentono i suoni.
Ogni volta che facciamo errori del genere siamo sommersi da lettere
di protesta, e poi si sa che la documentazione in un fumetto è
una fatica inutile. Quello che conta in Gregory Hunter è
l'avventura non il "realismo" delle storie. Anche qui
siamo finalmente liberi. Li-be-ri! In Gregory abbiamo messo un sacco
di ironia e un sacco di fantasia: abbiamo dovuto dare fondo anche
a riserve della nostra immaginazione infantile (più in là
non ci siamo mai arrivati) che non erano mai state utilizzate, perché
il "realismo brutto" del mondo, di cui siamo prigionieri,
ci impediva di usare, in Nathan e Legs, idee che sono bellissime
ma che non hanno un minimo di logica… Attenzione: questo non
vuol dire che le storie di Gregory siano prive di senso o che non
abbiano una loro coerenza interna. Le spiegazioni, però,
possono essere totalmente assurde.
SERRA: Torniamo a fare "fumetti" e non più
una roba assurda, complicatissima, un'imitazione del cinema. Perché
ci siamo cacciati in questo guaio? La "colpa" è
di... Berardi e Sclavi. Che sono dei grandissimi autori, sia chiaro,
ma hanno inventato un meccanismo che ha funzionato benissimo nel
momento in cui loro erano lì, perché lo hanno rinnovato,
hanno creato un nuovo tipo di fumetto e ci hanno salvato abilmente.
È ora di inventare un altro sistema, ma siccome non sono
né Berardi né Sclavi, posso solo recuperare un sistema
narrativo già esistente. I nuovi lettori di fumetti non erano
neanche nati quando il fumetto era così.
SQUEEZING: Torniamo a fare "fumetti"
che, mi ripeto, sono roba da bambini, e non una cosa seria, magari
addirittura avvicinabile al cinema. Perché ci siamo cacciati
in questo guaio? La "colpa" è di... Berardi e Sclavi.
Che sono dei grandissimi autori, sia chiaro, ma hanno inventato
un meccanismo che ha funzionato benissimo nel momento in cui loro
erano lì, perché loro sono dei veri scrittori. È
ora di inventare un altro sistema, ma siccome non sono né
Berardi né Sclavi, posso solo tornare indietro di 50 anni
e recuperare un sistema narrativo già esistente. I nuovi
lettori di fumetti non erano neanche nati quando il fumetto era
così, quindi non si accorgeranno delle scopiazzature.

|