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DOGMA FUMETTO Intervista a Vars VonLier
di
Skalda e mauZ
FdC: Continuiamo la nostra carrellata sulle regole del Dogma...
- Il film deve essere ripreso a colori. Le luci artificiali non sono ammesse. (Se al momento manca la luce necessaria per le riprese la scena va tagliata, in alternativa si deve utilizzare una piccola fonte di luce sulla cinepresa).
Questa regola non aveva motivo di essere adattata, ed è stata omessa. Ma la regola successiva ripresenta gli stessi fraintendimenti della regola 3, andiamo a vedere quali.
- Filtri ed effetti speciali ottici sono proibiti.
- Non sono ammessi effetti digitali di qualunque tipo.
Come vi dicevo, il malinteso continua. Dove nel cinema l'effetto digitale è spesso motivo d'essere del film, nel fumetto la colorazione (o la retinatura) al computer è l'ultima arrivata. Dovremmo proibire i word processor, i correttori ortografici e pure i dizionari su cd-rom agli sceneggiatori?
E che vogliamo dire di tutte quelle centinaia di effetti speciali artigianali che da anni si usano nel fumetto? Non equivalgono al più comune succo di pomodoro, peraltro vietato dal Dogma? E' proibito anche usare i residui di grafite? La lametta? I batuffoli di cotone intrisi di china?
Il senso della regola originale era proibire di riprendere (o mostrare sullo schermo) qualcosa che non esiste in realtà o che non fosse presente fisicamente al momento delle riprese. Una conversione più aderente avrebbe potuto essere: "Al disegnatore non e' permesso di disegnare qualcosa che non esista veramente o che non sia plausibile esista veramente"; non e' obbligatorio dovendo disegnare una casa che questa casa esista davvero, ma non posso chiaramente disegnare una casa volante.
- Il film non deve contenere azioni superficiali. (Assassinii, armi, etc. sono proibite).
- Il fumetto non deve contenere azioni superficiali (in particolare non sono ammesse armi, omicidi, etc.)
Secondo me si ricade formalmente nell'errore delle regole 1 e 2. Nel DogmaCinema è una questione di "vietato far vedere qualcosa che non stia accadendo davvero davanti alla telecamera". Nel fumetto non ha molto senso, perchè non c'è nulla che stia accadendo davvero. Resta il fatto che può diventare una scelta narrativa, il che -tralasciando giudizi e dubbi- la rende applicabile al fumetto senza forzature.
- Sono proibiti i salti temporali e geografici. (Ciò significa che il film ha luogo hic et hunc).
- La storia si svolge qui e ora. Non sono ammessi flashback visivi, né salti temporali.
Regola questa che -possiamo vedere- Ti amo anch'io non rispetta, presentando più di un salto temporale, tramite vignette ad "effetto neve". Resta comunque una regola che è plausibile applicare al fumetto (parlo sempre dal punto di vista dell'applicabilità tecnica), come la regola precedente. Possiamo notare come -ovviamente- le regole più facilmente traslabili siano quelle che incidono sulla materia narrativa, piuttosto che sugli strumenti del narratore. Insomma ci impongono "cosa si deve raccontare", piuttosto che "come lo si deve fare".
- I film di genere non sono ammessi.
- Non sono ammesse storie di genere, ne' personaggi stereotipati nel fisico o nel carattere.
Anche questa è una regola sul modello narrativo. Una regola che può facilmente indurre in tentazione: non scrivere per "generi" non vuol dire fregarsene di "raccontare", e soprattutto non vuol dire smettere di preoccuparsi se si ha una storia da raccontare prima di prendere la matita o la tastiera in mano. Un ottimo exemplum sequendi è costituito dagli indipendenti americani: Chester Brown, Jessica Abel, Jason Lutes, Adrian Tomine, Seth hanno realizzato storie che potrebbero essere Dogmatiche quanto se non più di Ti amo anch'io, senza mai perdere di vista la finalità narrativa.
A voler fare dell'inutile sofismo, potremmo contestare che i personaggi di Ti amo anch'io, essendo dei disegni, sono naturalmente uno "stereotipo" del loro modello, posto che questo modello esista.
Una regola creata ex-novo dal DogmaFumetto è questa:
Non sono ammesse didascalie esplicative, nè balloon con il pensiero dei personaggi (a meno che il narratore non sia il protagonista della storia).
Non ha riscontro nel DogmaCinema, se non all'interno della proibizione all'usare del suono che non sia in presa diretta. Quello che mi convince meno è l'escamotage: l'io narrante è praticamente sempre il protagonista della storia, questo potrebbe rendere Il ritorno del cavaliere oscuro un fumetto Dogmatico? Mi riservo di crederci poco.
In ogni caso, nel cinema dogmatico, l'idea era di oggettivare la narrazione, dare allo spettatore le stesse informazioni che avrebbe se si trovasse davvero "in loco". Effettivamente non risolve nulla, ma neanche tutto il resto delle regole, se è per questo.
Non so se possa esistere un reale parallelo fra la regola nove del DogmaCinema ed il suo corrispettivo per il fumetto, abbiamo già visto come la "cintura di castità" abbia subito delle modifiche nella sequenza.
La pellicola deve essere del tipo Academy 35 mm.
Non esiste distinzione tra fumetto e fumetto
Dato che non ho poteri medianici non so dire che cosa intendessero gli autori di questo dogma. Faccio umilmente notare che la distinzione tra fumetti e fumetti esiste eccome: ci sono quelli belli e quelli brutti.
FdC: Stiamo dunque concludendo la panoramica sui due Dogma, veniamo all'ultima regola, potrebbe essere messa in relazione con la criptica regola precedente?
Il regista non deve essere accreditato.
Il nome degli autori non e' rilevante
VVL: Forse. Per Dogma95 la pratica hollywoodiana di spingere un film per mezzo soltanto dei nomi coinvolti in esso è deprecabile. Ma le ricordo che nel Dogma95, e suppongo anche in quello Fumetto, è possibile infrangere una regola alla volta nel realizzare la propria opera. Del resto questa regola pare andare piuttosto stretta anche al mio caro cugino. [sorride]
In ogni caso, questo primo esempio di DogmaFumetto, non solo presenta in copertina ed in bella vista i nomi degli autori, ma ne contiene una breve biografia. Vorrei anche fare notare che dove nel DogmaCinema la regola è rigidamente impositiva, nella trasposizione per il fumetto acquista una sfumatura più ambigua, il nome degli autori non è rilevante per la qualità dell'opera? Questo mi pare evidente sempre e comunque, anche se forse non è chiaro a tutti.
Del resto, che senso avrebbe lanciare un iniziativa chiaramente pubblicitaria, se questa non servisse a pubblicizzarsi?
FdC: Lei ritiene dunque il DogmaFumetto e Ti amo anch'io un fallimento?
VVL: La scopiazzatura di una provocazione, perde tutte le sue caratteristiche provocatorie, per mantenere solamente quelle di scopiazzatura. [ride]
Non mi fraintenda, non si tratta di un "brutto fumetto", certo è che, se voleva veramente essere il primo fumetto Dogma, ha mancato il bersaglio di parecchio.
FdC: Al contrario, Mr.VonLier, lei sembra sapere centrare molto bene i suoi bersagli. Come avrebbe stilato questo Dogma?
VVL: Non sono la persona più indicata a farlo, ma faccio ancora una volta notare come la sconfitta totale di questo Dogma si verifichi quando, provando ad applicarlo a certi albi BONELLI (non parliamo certo di fumetto sperimentale) ci accorgiamo che potrebbero essere perfettamente consoni ad esso (ricordo che si puo' contravvenire ad una regola alla volta), persino più di Ti amo anch'io. Per esempio, fino a qualche anno fa tutti i Tex rispettavano perfettamente la regola n.10: nessun rilievo per l'autore, addirittura celato sotto il nome del creatore del personaggio. Esistono provocazioni nate e sviluppate nel mondo del fumetto che hanno basi ben più solide di questa, ricordo en passant l'Oupabo dell'ASSOCIATION.
Come vi ho già detto, il senso reale del Dogma è quello di creare una corrente contraria al cinema mainstream, a quel cinema che inganna lo spettatore, compito del DogmaFumetto, avrebbe dovuto essere creare delle regole che più puntualmente - e con un certo gusto della provocazione- impedissero di utilizzare i più comuni di questi inganni. Potrei, fra il serio ed il faceto, immaginare regole del genere:
- Non sono ammessi seni che contrastino con le leggi della fisica o che poggino su vite che non sarebbero mai in grado di sostenerli; i personaggi non possono indossare abiti che non siano realistici o plausibilmente utilizzabili durante le azioni che compiono.
- Se c'è un protagonista, questi non deve avere spalle comiche, se si tratta di un gruppo di personaggi non è ammesso inserirne uno grosso e stupido.
- E' ammesso mostrare la morte di un personaggio, ma è assolutamente vietato farlo resuscitare, crearne dei cloni o riportarlo in scena in qualsivoglia maniera.
- I personaggi non possono parlare una lingua desueta, a meno che non sia richiesto dall'ambientazione (es. storia in costume).
- Se si tratta di un albo seriale, la storia deve cominciare, continuare e finire su quello stesso albo, è vietato frammentare la storia su seriali diversi.
- E' vietato utilizzare colorazione al computer, retinature, linee cinetiche o altri effetti grafici (manuali e digitali) quando questi servano esclusivamente a mascherare la povertà del tratto o la mancanza di idee nella sceneggiatura.
- E' vietato utilizzare "volti noti" (ad esempio attori o musicisti) per i personaggi, protagonisti o secondari, a meno che il loro utilizzo non sia richiesto dalla storia, ed il personaggio sia riconoscibile come "sosia" dagli altri.
- Un autore Dogma si impegna a terminare la storia di uno o più personaggi, quando si trovasse in palese mancanza di idee, i personaggi sono finalizzati al raccontare un storia, e non viceversa.
- I fumetti sono di due generi molto ben distinti fra di loro: ci sono quelli belli e ci sono quelli brutti. I fumetti Dogma possono appartenere indifferentemente ad uno qualsiasi dei due generi, se nel rispetto delle regole di cui sopra.
- Il nome degli autori può essere presente o no, quello che importa è che oltre a quello sia presente anche una storia.
FdC: E' proprio quello che volevamo da lei, Mr. Vars, con questo potremmo considerare conclusa l'intervista.
E' stato un piacere scambiare quattro chiacchere con lei.
VVL: Il piacere è stato mio, e non dimenticate di andare a vedere i miei film!
Articolo pubblicato in versione ridotta su Fumo di China n. , Ned50 Aprile 2001.

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