RICK L'ERETICO
Rick Veitch parla di religione, politica, economia e (ovviamente) fumetti

di Sheovan 

Roarin’ Rick Veitch (così lo ha soprannominato Affable Alan Moore quando facevano assieme la miniserie 1963, una rilettura satirica degli inizi della Marvel) ama i demoni. Non a caso ha inseirto Etrigan nella controversa "Morning of the Magician" (l'abortito incontro Swamp Thing - Cristo) e adesso risponde alle mail del potente Sheovan.

Ciao, Rick! Visto il tema della tua storia di Swampy bocciata dalla DC Comics, parlaci un po’ del tuo rapporto con la religione.

Ho avuto un’educazione cattolica e ho frequentato le scuole parrocchiali fino all’ottavo grado (fino alla terza media NdA). Ma tra il quinto e il sesto grado iniziai a guardare in modo critico a quanto mi veniva spacciato per religione nella mia scuola. Facevo domande così imbarazzanti che i miei compagni di scuola mi chiamavano “Rick L’Eretico”. All’inizio delle superiori avevo ormai smesso di andare a messa e di prendere i sacramenti. Ma mi è sempre piaciuto il simbolismo associato al Cristo.
Intorno ai vent’anni ho iniziato a sviluppare un approccio personale alla spiritualità, una sorta di mix tra le cosiddette “religioni della terra” (il druidismo, i culti degli indiani d’America) e il buddismo.
Sono pervenuto a questa concezione attraverso quello che io chiamo “dreamwork”: presto attenzione ai miei sogni e cerco di capirli e di decodificarli (non è quindi un caso che Rick realizzi la serie onirica Rarebits Fiends NdA).

Dalla religione alla politica. Secondo me c’è una sorta di dicotomia: la destra religiosa è contro l’aborto, ma anche contro l’assistenza sociale alle famiglie, ed è alleata con i repubblicani, che in genere mettono il profitto al di sopra di tutto. OK, è politica, non pretendo coerenza, ma mi sembra un po’ troppo contraddittorio.

Non chiedermi di spiegare la politica americana! Spesso, sia dall’esterno che dall’interno, sembra un enorme treno sul punto di deragliare, ma, in qualche modo, ce la caviamo (probabilmente perché siamo una, sia pur rudimentale, forma di democrazia). Quando sorgono dei temi importanti (come la schiavitù e adesso l’aborto), ci mettiamo decenni per trovare un accordo su di essi, ma alla fin fine lo troviamo. Non penso che metteremo mai in discussione il nostro sistema economico capitalista (che è dato per scontato), a meno che non avvenga uno shock (come una catastrofe ambientale).

Nella tua storia Cristo è trattato con molto rispetto: non capisco perché all’ultimo minuto la DC si sia rifiutata di pubblicare "Il mattino del mago". Magari avevano paura che scoppiasse un altro “caso Scorsese” (il discusso L’ultima tentazione di Cristo era uscito soltanto l’anno prima) o erano rimasti traumatizzati da quanto era successo a Salman Rushdie (anche se reputo la pur discutibilissima destra religiosa piuttosto diversa dagli integralisti islamici).

Sì, lascia perplessi la bocciatura improvvisa della mia storia. Non conosco il vero motivo, ma alcuni hanno ipotizzato che fosse perché all’epoca c’era la fusione tra la Warner Corp. e la Time Inc. e i dirigenti avevano paura di ogni possibile controversia. Tra l’altro, pochi sanno che volevo dedicare il numero a Salman Rushdie.

O forse la storia era troppo rispettosa: se tu avessi raffigurato Cristo come un drogato o un alcolizzato (come più o meno, stanno facendo in altre serie Vertigo), magari l’avrebbero accettata…

Forse. O forse (è la DC, ricorda!) avevano paura di essere citati dal Papa per violazione del trademark su un suo personaggio….

Un vero peccato che non l’abbiano pubblicata. Come dico sempre, parafrasando Shakespeare: “Per prima cosa, uccideremo tutti gli editor”!

Non è ancora detta l’ultima parola…

Com’è la Karen Berger, che in seguito sarebbe diventata Lady Vertigo?

Karen è una gran bella persona, molto simpatica e disponibile. L’ho sentita giusto pochi giorni fa: siamo rimasti grandi amici, malgrado tutto quello che è successo.

Come hanno trattato la questione Swamp Thing Time e il Wall Street Journal?

Con mia sorpresa, come se fosse si trattasse di una grande notizia! Per prima se n’è occupata MTV, e poi la storia è finita sulla prima pagina del Wall Street Journal. Quando fu il turno di Time, i redattori della rivista mi dissero che volevano far fare una brutta figura alla Warner, perché da quando aveva iniziato a girare la voce della fusione con loro (sarebbe nata la Time Warner), il valore delle loro azioni della Time Ent. era calato notevolmente!

A proposito di fusioni, tre anni fa c’è stato il colossale merger tra AOL e Time Warner: è curioso, ma sui giornali italiani non è stato neppure menzionato che la DC Comics fa parte della Time Warner (hanno citato Cartoon Network, Warner Books, etc. ma non la DC.)

La DC è un moscerino sul culo della Time Warner!

Pochi anni fa, la Time Warner ha comprato la CNN, dieci anni fa c’è stata la già menzionata fusione tra Time e Warner: passo dopo passo è nato un gigante globale…

Tra poco avremo un’unica grande amorevole compagnia che provvederà a tutti i bisogni di noi consumatori: bello, vero?

Tutti in genere iniziano con questa domanda, noi invece la mettiamo a metà intervista: puoi raccontarci la tua biografia? A proposito, Tom Veitch è tuo fratello, vero?

Sì, Tom Veitch è mio fratello. Siamo sei tra fratelli e sorelle nella mia famiglia, e siamo nati nel Vermont. Ho sempre voluto fare fumetti e ho raggiunto Tom a San Francisco per unirci al movimento underground (lui e io abbiamo fatto un fumetto underground, chiamato Two Fisted Zombies, per la rivista Last Gasg, nel 1972). Io poi mi sono iscritto alla Joe Kubert School e ho studiato con il maestro per due anni. E’ stata una delle più importanti esperienze della mia vita! Lì ho incontrato Steve Bissette e John Totleben e abbiamo intrapreso insieme la carriera di autori di fumetti freelance nell’arena editoriale della Grande Mela.
Ho lavorato molto con la Epic, allora diretta da Archie Goodwin (Abraxas and the Eartman, Heartburst, The One), poi sono passato alla DC, e ho raggiunto Steve e John che, insieme ad Alan Moore, stavano rivoluzionando il mondo del fumetto con Swamp Thing. Quando Bissette e Totleben hanno lasciato la serie, li ho sostituiti come disegnatore e, quando anche Alan se n’è andato, sono diventato anche sceneggiatore della serie. Poi è scoppiato l’affaire Swamp Thing #88, e il resto è storia.

Dopo Brat Pack e Maximortal, ci saranno altri capitoli di King Hell Heroica? Hai dei progetti sulla serie?

Il mercato fumettistico americano è collassato e i quattro maggiori editori, grazie ad accordi con il solo distributore rimasto (la Diamond NdA), si spartiscono fra di loro quel poco che resta. E’ un brutto momento per autopubblicarsi, quindi aspetto che la tempesta passi prima di presentare qualcos’altro. Se passa…

Già che ci siamo (una domanda originale dopo l’altra…), dicci gli autori che ti hanno maggiormente influenzato.

Tra gli autori del passato, sicuramente Jack Kirby, Joe Kubert, Moebius, Al Williamson, Wally Wodd, Harvey Kurtzman e Archie Goodwin. Tra quelli attuali, sicuramente Alan Moore.

A proposito di Kirby, vorrei sapere il tuo parere sulla disputa Lee-Kirby in merito alla creazione del Marvel Universe.

Penso che Kirby fosse la scintilla creativa, ma Stan Lee non era certo da meno. Soprattutto, era molto bravo a sentire lo zeitgest, lo spirito dell’epoca, e a promuovere i fumetti anche tra chi in genere non li leggeva.
Comunque, l’opera di Kirby che preferisco è la grandiosa saga del Quarto Mondo, scritta e disegnata da lui. Una delle più grandi saghe a fumetti mai realizzate, secondo me.

Ci sarà un futuro per i supereroi?

Penso che sarà su celluloide e non sulla carta stampata. Gli effetti speciali computerizzati riescono a comunicare lo stesso sense of wonder delle spettacolari vignette di Kirby. E può darsi che questo sia un bene: senza più i supereroi, il media fumetto potrà diventare finalmente adulto, ed esplorare nuovi territori. Anche se non so se fare questo sarà economicamente redditizio…

Secondo me, il tradizionale comic book di 32 pagine a colori è finito: i lettori vogliono più pagine da leggere (in Italia gli albi a fumetti sono tutti più corposi, vanno dalle 48 alle 300 e passa pagine).

Siamo all’inizio di una rivoluzione che cambierà profondamente il modo di comprare e di leggere qualsiasi cosa, non solo i fumetti. Se la Microsoft ha ragione, tra un anno o due non avremo più bisogno di volumi su carta, ma leggeremo solo e-books. Allo stesso tempo, le stampanti si stanno evolvendo rapidamente: magari potremo scaricare i fumetti da Internet e stamparli (come avviene già per le canzoni con gli Mp3 NdA).
E’ una grande sfida questa per i fumetti: secondo me, senza questa trasformazione, il medium è destinato a morire.

Non pensi che, per uscire dalla lunga crisi del medium, gli autori americani e le case editrici dovrebbero anche studiare i fumetti europei e riallacciarsi alla loro gloriosa tradizione (sia nelle strisce che nei comic books)?

Può darsi. Certamente mi piacerebbe che ci fosse un numero maggiore di bei fumetti di stile europeo negli States. Ma, d’altra parte, penso che sia sempre affascinante l’approccio antiintellettualistico al fumetto che è così tipicamente americano.
Penso che probabilmente la vecchia striscia quotidiana rinascerà su Internet: ci sono tantissime persone che vogliono fare fumetti e Internet è un modo per abbattere le barriere all’entrata dell’industria, per autopubblicarsi spendendo poco.

Ho la sensazione che a volte nelle grandi compagnie gli autori (o, almeno, molti di loro) siano ancora considerati un po’ come si dice che Alfred Hitchcock considerasse gli attori: come bestiame…

Quest’atteggiamento risale all’inizio dei comic book, la 1937! La forma mentis dei dirigenti DC attuali è la diretta conseguenza del furto di Superman ai suoi creatori, sessant’anni fa! Le compagnie devono continuare questa politica, perché, se ammettessero che è immorale, tutto il loro modo di gestire autori e personaggi verrebbe messo in discussione!



Ai fan di Rick ricordo che cura il sito di news fumettistiche www.comicon.com e che tra poco dovrebbe uscire in Italia la sua miniserie di Greyshirt, il personaggio creato da Alan Moore ispirandosi allo Spirit di Will Eisner. Miniserie pubblicata negli States dalla Wildstorm, un imprint della DC Comics, che è una compagnia del gruppo AOL Time Warner. Rick combatte il sistema dall'interno…


 

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