QUEBRADA
GRANDI FUMETTI SOTTO LA MASCHERA DELL'AUTOPRODUZIONE

di Skalda 

Ricordate gli incontri di wrestling che venivano trasmessi sulle reti private qualche annetto fa?

Per un certo periodo i pomeriggi furono invasi da Hulk Hogan e dai suoi cialtroneschi compagni: si trattava di incontri scopertamente fasulli e combinati, ma proprio per questo coreografati fino all'ultimo particolare (o quasi) per offrire al pubblico il massimo spettacolo e divertimento possibile. Tradizione ereditata dal nipponico catch di ancor più remota memoria, e importata con tutti i crismi della finzione a stelle e strisce.

Bene, immaginate ora che in Messico la Lega di Lotta Libera sia, al contrario delle sue controparti americana e giapponese, una cosa tremendamente seria.
Lo scenario in questo caso non sarebbe molto differente da quello che la letteratura hard boiled associa solitamente alla boxe d'anteguerra: un ambiente ricco all'interno di una società estremamente povera. E in mezzo i lottatori, ragazzi che attraverso questo crudele sport-spettacolo riescono ad emergere dalla loro miseria, diventando improvvisamente ricchi e famosi.

Ecco quindi svilupparsi i sei episodi presentati in questa autoproduzione della stimata Innocent Victim (già nota per il notevole Bonerest) . Lo sceneggiatore Matteo Casali ci racconta con notevole perizia narrativa l'approssimarsi della notte in cui si assegnerà la cintura di campione del mondo di Lucha Libre. Di episodio in episodio conosciamo uno ad uno i protagonisti della finale: il misterioso La Cruz, il giovane ribelle Espacio Azul e il suo tradizionalista padre Sangre Sagrada, il vecchio e stanco Rey Coàtl, il crudele Ultra Sombra e infine il campione in carica Super Cobalto.

Ognuno di loro ha la sua piccola storia personale, il suo segreto e la sua personalissima ragione per vincere l'incontro. Nessuno lo fa per soldi, o meglio solo per soldi: la vittoria rappresenta per ciascuno di loro qualcosa di più grande.

Nonostante ben sei mani si alternino sui vari episodi, il volume ha però un ottimo stile uniforme, dovuto soprattutto alla buona colorazione e all'umiltà di questi disegnatori nel mettersi al servizio della storia.
Come detto lo sceneggiatore è molto abile nel creare tensione nel lettore, innestando all'interno dei primi cinque episodi nuove sottotrame sul plot principale: il mistero della sparizione di La Cruz, il contrasto generazionale tra Sangre Sagrada e il figlio, nonché elementi tipicamente noir come l'indagine su uno stupro e il tentativo di truccare l'incontro.

Se uniamo tutto ciò alle maschere utilizzate dai lottatori durante i combattimenti, otterremo un'atmosfera molto simile a quella dei migliori supereroistici americani: sei uomini mascherati e il loro codice d'onore.

Alla filosofia di vita dei lottatori è infatti dedicata particolare attenzione: ognuno dei sei capitoli è introdotto da una "tradizione", una delle tipiche massime dei combattenti, che tanto spesso appaiono quasi come leggi assolute, comandamenti pagani di una setta basata sul culto dell'onore. E personaggi come La Cruz e Rey Coàtl risultano tanto più credibili e affascinanti proprio nel momento in cui dimostrano la loro fede in queste ferree regole.

Ognuna di queste sei "tradizioni" anticipa astutamente il soggetto che introduce, contribuendo a creare nel lettore l'efficace atmosfera di cupa attesa di cui si diceva .
E quando si giunge infine all'ultimo capitolo (di lunghezza doppia rispetto agli altri), la tensione è ormai arrivata al suo apice.

E quello che si legge nell'ultima pagina non è che la pura verità:

"Alla fine, un solo uomo lasciò l'arena con la cintura di campione. Un solo nome venne acclamato dalla folla. E noi che c'eravamo non dimenticheremo mai quel momento.

Queste sono cose che non si scordano".



Coordinate:

Quebrada numero unico
di M.Casali (testi) e G. Camuncoli, M. Del Nobolo, S. Tirelli, G. Di Benedetto, G. Lobaccaro, A. Accardi, M. Grisendi
64 pp colore brossurato
Innocent Victim 1999, L.15.000


 

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